Il nuovo Accordo Stato-Regioni del 2025 rappresenta un passaggio importante nell’evoluzione della normativa sulla formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro nato con l’obiettivo di semplificare e rendere più efficace il sistema formativo previsto dal D.Lgs. 81/2008. Una delle principali novità riguarda proprio la razionalizzazione normativa: il nuovo Accordo sostituisce e unifica i precedenti testi, creando un riferimento unico per tutti i percorsi formativi obbligatori.
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Sul piano dei contenuti, viene rafforzata la qualità della formazione. L’Accordo introduce standard più stringenti in termini di progettazione dei corsi, requisiti dei soggetti formatori e modalità di verifica dell’apprendimento. In particolare, diventa obbligatoria la verifica finale per tutti i percorsi formativi, insieme a sistemi di controllo dell’efficacia della formazione nel tempo. Tra gli elementi più rilevanti emerge l’introduzione, per la prima volta, di un obbligo formativo specifico per i datori di lavoro, anche quando non ricoprono il ruolo di RSPP. Il nuovo percorso prevede una durata minima di 16 ore e un aggiornamento periodico quinquennale, con l’obiettivo di rafforzare le competenze gestionali e la consapevolezza delle responsabilità in materia di sicurezza.
Significative novità riguardano anche altre figure chiave della prevenzione. Per i preposti, ad esempio, aumenta la durata della formazione iniziale (da 8 a 12 ore) e viene introdotto un aggiornamento più frequente, con cadenza biennale e modalità prevalentemente in presenza. Per i dirigenti, invece, si registra una rimodulazione dei percorsi formativi, con una riduzione della durata del corso base e aggiornamenti periodici definiti.
Un altro aspetto centrale è la ridefinizione delle modalità di erogazione della formazione. Il nuovo Accordo amplia le possibilità di utilizzo di strumenti digitali, come la videoconferenza e, in alcuni casi, l’e-learning, pur mantenendo l’obbligo della presenza per le attività pratiche e per quei percorsi che richiedono un addestramento diretto. Questo approccio mira a coniugare flessibilità organizzativa e qualità didattica.

Infine, viene rafforzato il principio dell’omogeneità a livello nazionale: l’Accordo definisce standard minimi comuni per garantire una formazione uniforme e verificabile su tutto il territorio, lasciando comunque alle Regioni la possibilità di introdurre livelli di tutela più elevati.
In conclusione, l’Accordo Stato-Regioni 2025 non rivoluziona completamente il sistema esistente, ma lo rende più strutturato, rigoroso e orientato alla qualità. Per le aziende si tratta di un’opportunità concreta per migliorare l’organizzazione della formazione e rafforzare la cultura della sicurezza, elemento sempre più centrale nella gestione responsabile del lavoro.

